Un uomo buono

Con il nostro GLT

Questo post lo voglio dedicare a un uomo buono che ha dedicato la sua vita ad aiutare gli altri, i più poveri, i più bisognosi e che vidi una sola volta fuori dal Ferraris tanti, tanti anni fa:

Padre Fedele Bisceglia, un frate cappuccino, che, col suo saio e la sciarpa rossoblu del Cosenza, balzò alle cronache per essere diventato un leader della curva.

Diciamolo subito:

un frate “sui generis” , un personaggio controverso visto che oltre alla vita spirituale ha sempre buttato un’occhio ai piaceri terreni.

Ma, altrettanto subito, va detto che i Padre Fedele ha passato la sua vita tra l’Africa dove, essendo laureato in medicina, curava i bimbi malati, e la sua Cosenza.dove fondò l’Oasi Francescana un enorme edificio in cui sfamava e accoglieva gli ultimi, i provati della vita.

L”Oasi Francescana costruita su un terreno datogli in dono e con le offerte dei cosentini.
Tutto documentato, non una lira fuori posto.

Qualcosa che oggi, con quello a cui assistiamo, stride pesantemente.

Padre Fedele rinunciò alla nomina di Vescovo per rimanere a Cosenza in mezzo ai suoi poveri.

L’Oasi divenne presto un boccone prelibato in mano ad un personaggio scomodo che tutta Cosenza amava per quelle sue uniche qualità umane.

Ma la mattina del 23 gennaio 2006 le forze dell’ordine andarono a prelevarlo proprio dentro la sua struttura e Padre Fedele fu esposto al pubblico ludibrio.

Si fa così coi delinquenti incalliti.

Non con un Frate cappuccino, un missionario.

Una suora, suor Tania, lo denunciò per violenza carnale ripetuta senza spiegare perché, dopo la prima volta, violenza, fosse comunque rimasta all’Interno dell’ Oasi.

La prima stranezza di una storia ammantata di mistero,

Visto che la stessa suora aveva già denunciato altre violenze senza mai essere creduta.
Mentre ora era ritenuta attendibile.

Questo fatto, però, non pote’ essere usato in favore di Padre Fedele ormai diventato ex frate in quanto spogliato di titoli e onori senza un processo ecclesiastico e ad una velocità inusitata per le cose di Chiesa.

Padre Fedele fu lasciato solo, tv e giornali lo massacrano.
Ma la gente di Cosenza era sempre con lui.

Si ritrovò così in mezzo a una strada proprio con quei disperati che lui ha sempre aiutato e accolto nella sua Oasi mentre ora, per lui, non c’era neanche un pasto caldo.

Padre Fedele si è sempre dichiarato innocente e vittima di un complotto ordito ai suoi danni per le cure gratuite che offriva a tutti, senza distinzione.
E per essersi offerto di gestire l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Serra D’ Aiello finito poi nella polvere, sequestrato e chiuso.

Questa si una pagina vergognosa della chiesa cosentina.

Al processo Padre Fedele fu condannato a 9 anni e 3 mesi.
Condanna confermata in appello.
Ma la Cassazione stabili che il processo era da rifare.

Fino al 22 giugno 2015 quando Padre Fedele venne definitivamente assolto per non aver commesso il fatto.

La giustizia ha vinto.

Anche se, ancora oggi, non può celebrare messa a Cosenza.

Nel frattempo, grazie alla generosità dei cosentini che hanno sempre creduto in lui, Padre Fedele ha fondato una Onlus, Il Paradiso dei poveri, dove continua la sua opera di beneficenza in aiuto di anziani abbandonati e di tutti i bisognosi.

Organizzando anche container pieni di aiuti umanitari per l’Africa.

In bocca al lupo e grazie Padre Fedele.

Questo tuo vecchio coro te lo dedico di cuore:

” Maracana Maracana siamo venuti fino qua…”

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