“Caso Brescia” fatti e riflessioni

Brescia, Lega, Doria ma non solo

Il Brescia di Cellino ha onorato, in febbraio e anche successivamente, impegni fiscali utilizzando per il pagamento in compensazione dei crediti acquistati da terzi. Per chi non lo sapesse, è una pratica lecita e diffusa: esiste proprio un mercato di tali crediti, per cui puoi comprare 1.000 euro di credito al prezzo vantaggioso, ad esempio, di 700 euro.

Il problema è che solo in tempi disastrosamente tardivi l’Agenzia delle Entrate ha appurato l’inesistenza di tali crediti utilizzati, per i quali il patron Cellino si è dichiarato imprenditore in buona fede, tuonando di essere stato truffato dal venditore.

Non entro nel giudizio sui modi di operare di Cellino: non è mio compito e questa non è la sede adatta per farlo.

Tali sono le motivazioni che indignano gli sportivi per l’intempestiva sospensione dei playoff da parte della Lega, finalizzata a infliggere una ipotetica — quanto molto probabile — penalizzazione in classifica, quantificabile da 1 a 8 punti, alle Rondinelle. Penalizzazione che riscriverebbe quindi la classifica finale della Serie B 2024/2025, con tutto ciò che ne consegue.

Fino al comunicato ufficiale, atteso dopo la riunione del 22 in Lega con rappresentanti e legali del Brescia, non si saprà nulla di certo: si possono solo formulare ipotesi fondate su illazioni, figlie di dietrologie del tutto personali.

Ma ce n’è ben donde.

La prima cosa che non pare affatto una procedura usuale è che, dopo il pari in trasferta che ha di fatto sancito la retrocessione in Serie C della squadra blucerchiata, questa — nonostante palesi rischi di ordine pubblico e per l’incolumità personale dei giocatori — ha continuato ad allenarsi regolarmente. Con tanto di forzata consegna delle maglie ai capi ultrà indignati (episodio in stile Genoa-Siena, per intenderci), presso il campo di allenamento.

Andiamo al nocciolo, ma partiamo da un dato di fatto:

La retrocessione in C della Sampdoria apre due possibili scenari societari:
1. Mantenimento degli impegni finanziari in essere, come da piano di salvataggio post-Lanna, e partecipazione al prossimo campionato di Serie C con una iniezione nelle casse sociali di non meno di 60 milioni di euro da parte della proprietà. Uno sforzo economicamente pesantissimo, in totale contrasto con i valori correnti di un club che dovrà disputare detta categoria.
2. Impossibilità o mancanza di volontà — per ragioni di investimenti aziendali tutt’altro che redditizi — di rispettare quanto sopra, con conseguente fallimento e prospettiva sportiva dilettantistica.

Considerazione personale:
Escludo che la figura di Manfredi abbia un’influenza in Lega paragonabile a quella di un Marotta qualsiasi. Semmai, l’influenzabilità — o chiamiamola pure pressione — di rilevante caratura nella stanza dei bottoni potrebbe essere ricondotta a determinati creditori, che non vogliono e “non possono” rimanere con, passatemi il termine, il cerino in mano. È un’ipotesi. Non troppo fantasiosa.

Scrivo ora “la mia” in termini tecnici e deontologicamente freddi, asettici.

Il ritardo nella verifica della legittimità della compensazione tributaria, seppur non per colpa diretta della Lega, e la possibilità che si penalizzi il Brescia dopo la fine della regular season, è scandaloso. Lo è per la conseguente “messa nel congelatore” dei playout, effettuata con una tempistica oltraggiosa nei confronti degli sportivi. Sportivi che, con le loro presenze negli stadi di tutta Italia e gli abbonamenti alle pay-per-view che attirano milioni di euro dagli sponsor, permettono a questo “circo” di esistere.

E questo è un dato di fatto incontestabile, del quale mi sono confrontato con colleghi di Salerno e Frosinone — letteralmente furibondi.
Perché, cari lettori, non sono coinvolti solo tifosi bresciani e genovesi in questa clamorosa vicenda ai limiti della farsa boccaccesca.

In un mondo alla deriva, dove la meritocrazia è oggi solo una parola che ci hanno insegnato i nostri nonni e i nostri genitori, non possiamo attenderci nulla di meglio di tutto questo.
Specialmente dall’ambiente calcio, che giorno dopo giorno oltrepassa ogni limite della decenza.

#Penn

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