di #GRINGO feat. #DES
Genoa-Pisa finisce 1-1 e racconta una partita vera, ruvida, più combattuta che bella, di quelle che spiegano bene quanto questo campionato non regali nulla a nessuno. Al Ferraris il Genoa prova a fare la voce grossa, il Pisa risponde con organizzazione e personalità, e alla fine il pareggio è la fotografia più onesta di quanto visto in campo.
L’approccio dei rossoblù è quello giusto: squadra alta, aggressiva, con l’idea chiara di prendersi la partita fin dai primi minuti. Il Pisa però non si fa schiacciare, resta compatto e accetta il duello, cercando di sporcare il gioco del Genoa e rallentarne il ritmo. Il match scorre su binari di equilibrio finché un episodio lo rompe: il Genoa trova il vantaggio con una giocata che accende il Ferraris e sembra poter indirizzare la gara. Colombo si libera al tiro con un colpo di tacco e segna con un sinistro a filo d’erba nell’angolino basso.
Ed è qui che emerge uno dei temi della serata. Il Genoa passa avanti, ma non riesce davvero a sfruttare l’inerzia emotiva del gol. Il Pisa resta dentro la partita, non perde ordine né coraggio, e continua a lavorare ai fianchi. Il pareggio arriva ancora nel primo tempo, su una situazione che il Genoa avrebbe potuto gestire meglio, ma che nasce anche dalla volontà degli ospiti di non limitarsi a difendere. All’intervallo è 1-1, e il risultato rispecchia una prima frazione intensa e senza padroni.
Nel secondo tempo la partita diventa più sporca, più spezzettata. Il Genoa prova a spingere, ma con meno lucidità, mentre il Pisa abbassa il baricentro senza rinunciare del tutto a ripartire. Le occasioni vere scarseggiano, cresce la tensione, e ogni pallone sembra pesare il doppio. È una gara che si gioca più sulla gestione dei momenti che sulla qualità pura.
Alla fine il pareggio soddisfa solo la squadra di Gilardino. Il Genoa conferma solidità e spirito, ma anche qualche limite nella capacità di chiudere le partite. Il Pisa dimostra, comunque, di essere squadra organizzata, difficile da battere, e ha saputo reggere ad un Genoa non certo in grande spolvero.
Questa era una partita da vincere, ma come spesso accade ultimamente siamo vittime di errori marchiani su letture non di certo eccessivamente complicate da gestire.
Evidentemente questo Grifone non e’ tranquillo, e puo’ essere umanamente comprensibile poiche’ molti dei nostri sono consapevoli di essere con la valigia in mano, ma questo (e lo sottolineo) non deve essere un alibi per i giocatori. Noi siamo in attesa di un mercato che (si spera) porti a Genova gli uomini giusti, nel ruolo giusto, per alzare quell’asticella che, dopo il naturale abbrivio dell’effetto DDR, e’ nuovamente calata di quota. Certo, se consideriamo l’avvio da film horror questi 15 punti sono gia’ tanta roba, ma onestamente qualche punto lo abbiamo spudoratamente buttato alle ortiche (vedasi i 2 di Cagliari, il punto con l’Atalanta, la sconfitta di Bologna) e questo in Serie A non puoi permettertelo.
Il mercato e’ aperto, e spero che questi giocatori funzionali arrivino quanto prima poiche’ non possiamo piu’ improvvisare. In merito alla questione portiere, Leali lo scorso anno ha fatto benissimo e credo che la scelta di partire con lui quest’anno sia stata legittima, ma le evidenze parlano chiaro. Senza entrare nei dettagli, uno dei primi tasselli su cui puntellare la squadra e’ un numero 1 con un pedigree di livello, che porti sicurezza es esperienza al reparto.
#GRINGO feat. #DES per ⚽️🛒

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