PERFETTO NO?

di #GRINGO

Ci risiamo. Ancora una volta, da giorni, non si parla di calcio giocato, ma di un episodio arbitrale che diventa più importante della partita stessa.
Nella partita #Inter-#Juventus, #Kalulu viene mandato sotto la doccia per un intervento che, rivisto al rallentatore, intervento non è. Alessandro #Bastoni si lascia andare con una simulazione che definire teatrale è poco. Una roba clamorosa. E mentre Kalulu esce incredulo, Bastoni esulta come un bambino di tre anni che ha appena ottenuto il giocattolo. Scene che nel calcio moderno purtroppo non stupiscono più nessuno, ma che continuano a lasciare addosso quella fastidiosa sensazione di sporco.
Ora, ad essere onesti fino in fondo, va detto: a velocità normale, in diretta, l’episodio sembra fallo. Sembra ammonizione. Sembra espulsione tutta la vita. Ed è qui che entra in scena il vero capolavoro del sistema: il protocollo VAR. Quello stesso VAR che dovrebbe correggere gli errori evidenti, ma che davanti a un doppio giallo si gira dall’altra parte. Non può intervenire. Regolamento. Punto.

Perfetto no?

Un arbitro che prende una decisione plausibile live, un giocatore che accentua, un replay che smonta tutto, e la tecnologia che dice? Nulla!!!
Il risultato è un’espulsione sbagliata che resta lì, immobile, scolpita nella partita, dove tutti hanno visto tutto, pure l’arbitro, ma incredibilmente non può tornare sui suoi passi. Ma perché???

Poi arriva il circo mediatico. Perché stavolta i “derubati” sono i gobbi. E allora giù paginate, moviole infinite, indignazioni, processi sportivi in prima serata. Tutti scandalizzati. Tutti puristi. Tutti paladini della giustizia calcistica. Perfino De Rossi, chiamato in causa, si dice contento che sia accaduto in Inter-Juve, così ha visto tutto il mondo.

Curioso però.

Io non sono contento. Non me ne frega proprio nulla. Perché io, che non ho la memoria corta, e nemmeno l’anello al naso, ricordo una miriade di episodi a sfavore delle cosiddette “piccole”, Genoa compreso. Errori pesanti. Rigori fantasiosi. Espulsioni creative. Silenzi assordanti. Fa parte del gioco, ci dicono. Episodi. Cose che capitano A volte ti danno, a volte ti tolgono. In un campionato, i torti ed i favori arbitrali si equilibrano, no?

E allora, permettetemi una punta di ironia amara quando vedo il sistema andare in tilt perché a farne le spese è la Juventus. La stessa Juventus che per decenni è stata dipinta come la squadra che, diciamo così, con gli episodi aveva un certo feeling.
Ricordo ancora un rigore concesso a Alessandro Del Piero per un fallo avvenuto almeno un paio metri fuori area. E il corretto Alex? Se l’è preso senza battere ciglio. Normale amministrazione all’epoca.
Oggi invece tutti a sparare su Bastoni. Simulatore. Antisportivo. Vergogna del calcio.

Davvero?

O forse il problema non è la simulazione, che purtroppo esiste da sempre, ma chi ne paga il prezzo. Perché nel calcio italiano funziona così: pesce grande mangia pesce piccolo. E il risultato non è importante… è l’unica cosa che conta. Vero #bianconeri???
E se viviamo in un calcio dove conta solo vincere, dove l’errore arbitrale diventa accettabile finché non colpisce la squadra “giusta”, dove la tecnologia si ferma davanti alle regole più illogiche del regolamento… allora sì, direi che a #Milano la lezione l’hanno imparata benissimo. E l’unico a pagare è il povero #LaPenna, fermato un mese, per non aver visto qualcosa di impossibile da vedere grazie alla, bisogna dirlo, perfetta esecuzione del triplo tolup di Bastoni.

Perfetto no?

#GRINGO per ⚽️ 🛒

[Photo dal web]

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