LA CONTROPROVA

di #GRINGO

Ho aspettato un giorno in più per scrivere, nella speranza che mi passasse l’incazzatura, ma purtroppo non è così.

Quando si subisce un torto arbitrale c’è sempre una cosa che manca, ed è proprio quella che servirebbe più di tutte per stabilire quanto quell’episodio abbia realmente inciso sul risultato. La controprova.
Non sapremo mai cosa sarebbe successo se Di Bello avesse fischiato il fallo di De Bruyne su Vasquez, se il Napoli avrebbe trovato comunque il modo di segnare oppure se il bunker rossoblù, pur scricchiolando vistosamente, avrebbe resistito per quella manciata di minuti che ci separava dal novantesimo.

Sia chiaro, nel finale il Napoli ci aveva messo seriamente alle corde. Gli ingressi di De Bruyne, Lucca e soprattutto Vergara avevano cambiato completamente l’inerzia della partita, mentre il Genoa cominciava a pagare lo sforzo prodotto nel primo tempo e aveva perso anche Ostigard, fino a quel momento monumentale. Senza il suo vichingo al centro della difesa e con gli azzurri capaci di riversare dalla panchina una quantità impressionante di qualità e freschezza, la sensazione era che gli ultimi minuti sarebbero stati tremendamente complicati.
Quello che mi ha infastidito leggendo e ascoltando molti commenti del dopopartita è però un ragionamento ricorrente. Sì, il fallo di De Bruyne probabilmente c’era, però il Napoli stava dominando, il gol era nell’aria e avrebbe vinto comunque.

Può darsi… ma non basta!!!

Il calcio è pieno di squadre che assediano senza riuscire a segnare, di portieri che fanno un miracolo, di palloni che attraversano l’area senza trovare una deviazione e di difese che, magari non si sa neppure bene come, riescono a resistere fino al triplice fischio. Il Genoa aveva impostato proprio così quella fase della partita e, per quanto fossimo ormai schiacciati e sulle gambe, fino a quel momento aveva funzionato.
Poi De Bruyne allarga il braccio, Vasquez finisce a terra, Di Bello lascia proseguire e pochi secondi dopo il pallone è nella porta del Genoa.

Sul contatto si è discusso parecchio. C’è chi lo considera fallo evidente e chi, compresa la nuova Commissione arbitrale guidata da Orsato, ritiene invece corretta la decisione di lasciar correre secondo il nuovo indirizzo che vuole tollerare maggiormente i contrasti fisici. Curiosamente, però, la stessa interpretazione arbitrale ammette che anche fischiare il fallo non sarebbe stato un errore grave, trattandosi di una situazione interpretabile.
Sarei anche curioso di vedere la stessa situazione a maglie invertite, ma succederà, ed io ho la memoria lunga.

Alla fine, questa decisione costringe il Genoa ad aprirsi ed a cercare il pareggio con una squadra ormai stanca, creando inevitabilmente gli spazi nei quali poco dopo Vergara trova il 2-0.

Forse il Napoli avrebbe vinto comunque e, guardando gli ultimi minuti, era certamente diventato il risultato più probabile. Ma da qui a considerarlo inevitabile ce ne passa.
È questo che trovo sbagliato nel “tanto avrebbero segnato lo stesso”. L’arbitro non deve stabilire dove stia andando una partita, chi stia giocando meglio o chi meriti di vincerla. Deve giudicare quello che succede in campo, lasciando al gioco il compito di decidere se un assedio finirà con un gol oppure con un difensore che al novantacinquesimo spazza il pallone in tribuna.
Non so se senza quell’episodio avremmo portato a casa un punto e non sostengo che sarebbe successo.
So soltanto che avrei voluto scoprirlo.

Ma questo, purtroppo, non lo sapremo mai.
🟥🟦

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