Con Marco Colla a proposito di Genoa Fiorentina

3 GIUGNO 1956 – UNA DATA STORICA PER IL GRIFONE
Luciano Delfino, compianto mediano sinistro di gran classe, racconta quanto avvenne negli spogliatoi prima di Genoa-Fiorentina ultima gara stagione 1955-56 con la viola già campione d’Italia da ben sei turni. “ un pareggio e andiamo a casa tutti felici” Eh sì, perchè con tale risultato la Fiorentina manteneva l’imbattibilità in campionato (mai riuscita ad altri a livello girone unico). Il Genoa di Gren e capitan Carappa avrebbe dal canto suo conservato l’imbattibilità casalinga al termine di quel bel campionato. Ma ad in certo punto i viola si accorsero di un particolare. Vincendo sarebbero divenuti detentori del massimo punteggio in un campionato a 18 squadre; ciò avrebbe prodotto un cospicuo aumento del premio scudetto. Per solo quest’ultimo il loro presidente Befani aveva stabilito 1 milione !!! Di vecchie lire per ciascun giocatore; cifra ridicola pur in proporzione con le cifre che già allora circolavano. Conclusione : niente da combinare e partita che va a rispettare giustamente l’aspetto sportivo. La gara inizia subito con i ragazzi di Magli(tecnico di allora)a dare battaglia. Il portiere avversario Sarti è chiamato a due interventi da campione, e in uno splendido avvitamento con palla in calcio d’angolo. E la grande Fiorentina? Gioca solo di rimessa pronta a sfruttare il contropiede. E’ squadra che non ha più per ovvi motivi il ritmo di qualche settimana fa, ma attende sorniona l’occasione buona. Sì che dieci undicesimi di quella formazione sono nazionali azzurri; per contro l’undicesimo…. è nazionale brasiliano, si chiama Julinho. Sulle referenze di quest’ultimo è sufficiente il parere del loro tecnico Fulvio Bernardini : “ l’ala destra più perfetta al mondo può arrivare sino a Julinho, non oltre”. A metà della prima frazione questo Julinho parte da metà campo sulla fascia destra, semina tutti gli avversari e centra rasoterra verso la porta difesa da Gandolfi che viene superato dal pallone. Per Gratton, interno dei toscani, è un gioco da ragazzi mettere in rete. 1-0 viola e punteggio che rimane tale sino a un quarto d’ora dalla fine, nonostante i generosi attacchi del grifone….ma il portiere Sarti le para tutte…. Un momento chiave della partita (e della storia) dopo il primo quarto d’ora della ripresa.L’interno Montuori, oriundo, argentino-cileno, grande campione, fila tutto solo verso la porta genoana inseguito da De Angelis il suo marcatore che non trova di meglio che tenerlo vistosamente per la maglia (in area naturalmente). L’arbitro Jonni di Macerata (all’epoca molto quotato) lascia il vantaggio che si conclude con un tiro che termina sulla base del palo. Decisione molto discutibile questa. Se il giudizio fosse stato più conforme al regolamento, sarebbe cambiata… la storia. Su un eventuale ma quasi sicuro 0-2 difficilmente il grifone avrebbe rimontato. Il fatto sarà fortemente criticato il giorno seguente da quasi tutti i quotidiani sportivi neutrali. Comunque arriviamo a un quarto d’ora dal termine momento in cui accadono cose esaltanti per i rossoblu. Su un contrasto in area viola fra Chiappella e Carapellese, lo stesso Jonni vede gli estremi per un rigore assegnato al Genoa. L’ incaricato è Frizzi (rigorista perfetto) ma Gren si impossessa della sfera e grida al suo capitano Carapellese “ voglio batterlo io”. Carappa replica “ma ti rendi conto della responsabilità che ti assumi ? E se lo sbagli ?” Gren incurante di tutto e di tutti si incarica di trasformare e fulmina Sarti con un tiro angolato. Adesso siamo 1-1 un risultato che prima tutti volevano, poi ripudiarono, e adesso che sembra appagare tutti. Tutti meno uno. E’ il povero Frizzi che sentendosi defraudato del “suo” penalty si vendica da par suo. A 5 dal termine, su un ‘azione genoana, vede Sarti fuori dai pali e con un pallonetto forte e preciso scuote la rete sul primo palo sotto la Nord. A pochi minuti dalla fine la Fiorentina sta perdendo la sua imbattibilità. Cerca una disperata reazione lasciando agli avversari spazi offensivi largo come autostrade. In uno di questi vediamo un’azione corale rossoblu conclusa da Carapellese che deposita a porta vuota. 3-1 per il Genoa; ora sì che la storia calcistica avrà un argomento in più da raccontare. Lascio immaginare il tripudio dei 40 mila sostenitori genoani. I giocatori portano in trionfo per tutto il campo il loro tecnico Renzo Magli, in passato allenatore viola e creatore di quel formidabile complesso. Dirà dopo qualche decennio Carapellese “i fiorentini del finale erano letteralmente “groggy”. Se la partita fosse durata altri 10 minuti,i toscani avrebbero perso con un punteggio tennistico, e quella Fiorentina non avrebbe meritato una simile umiliazione

Marco Colla.

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