Un gioco per nulla congeniale al Re

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Il 4 gennaio Gilardino dichiarava che le sue aspettative di marcatura per Retegui erano 10/13 gol.

Fino a quel giorno ne aveva insaccati 3. Ora il suo score é 6.

A 5 gare dal termine, seppur augurandomelo di tutto cuore, la vedo dura che ne metta 7 in fondo al sacco.

Ma non é detto.

Quel che vedo però è che il gioco del Genoa non é funzionale ad esaltare le doti del Re. 

E questo é un dato di fatto.

Coi compagni larghi o con Albert che girovaga palla al piede, il risultato é che Mateo ha tirato in porta 21 volte in 25 presenze.

Una miseria per un buon attaccante come lui.

Altro numero che deve fare riflettere: ha fatto 31 falli e ne ha subiti 17.. che in italiano vuol dire che il pallone deve andarselo a cercare coi denti.

Per darvi un parametro.. Pinamonti, ripeto, Pinamonti.. ha commesso 19 falli e ne ha subiti 42.

Probabilmente anche senza tutti questi numeri, solo che guardando il Genoa dal divano ve ne eravate già accorti che la manovra offensiva del Genoa non sia proprio esaltante per Retegui e per le aspettative dei tifosi.

Eppure piedi buoni con propensione offensiva, in squadra, non ne abbiamo mica pochi.

Peccato caro Gila, perché se ti aspetti 10/13 gol da MATEO, devi anche metterlo in condizione di farli. Ti adoro ma come puoi non rendertene conto?

Perché non è colpa di Puscas o Ekuban se il Genoa ha segnato “solo” 35 volte (esempio, Sassuolo e Frosinone fatti 39 e 40), é proprio per il tipo di gioco.

Infatti é grazie alla struttura del gioco in copertura se il Genoa si trova in una posizione di classifica tranquilla.

Perché ne ha subiti soltanto 40 (con due imbarcate).

Dal Lecce in giù ne hanno subiti tutti 50 o 60, se non peggio.

Bravo Gilardino a coprire il Genoa e impostare la difesa con tenacia.

Per il resto, un bel monumento ai 13 gol di Albert (su 35 fatti) perché la manovra offensiva non è proprio il suo forte.

Volevamo tutti quanto promesso, un campionato di assestamento senza patemi e un po’ di divertimento.

Lo stiamo avendo.

Ma se é il momento di guardare al futuro, capisco perché Blazquez non abbia ancora messo in mano a Gilardino una penna.

Hanno tutto il tempo per confrontarsi e ragionare sul da farsi nell’interesse comune.

Vero é che i numeri non mentono mai.

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