Dopo il doveroso minuto di silenzio in ricordo di Sidio Corradi, la gara inizia con un Grifone che conferma le criticita’ di impostazione viste nella gara di Coppa, soprattutto quando viene aggredito alto. La mancanza di un uomo d’ordine, di geometria ed efficacia in regia ci porta spesso alla ricerca del lancio in profondità per Colombo, che dimostra di essere un buon lottatore, seppur acerbo e confusionario. Le squadre di Di Francesco giocano bene, pressano, ma hanno sovente evidenti limiti di equilibrio difensivo ed infatti i pochi pericoli che abbiamo creato derivano da cambi repentini di transizioni a meta’ campo con la qualita’ dei nostri trequartisti (Stanciu su tutti). A proposito di trequartisti: Grönbæk ha faticato molto tatticamente ad entrare nei meccanismi, ma ci puo’ stare, siamo ad inizio stagione (si è comunque ripreso nel finale). Dietro Marcandalli non ha ancora la freddezza di De Winter ma è sempre puntuale nelle chiusure. Insomma, siamo ancora molto macchinosi nella manovra, ma quando ci accendiamo per gli avversari sono dolori (paratona di Falcone su Carboni).
Saremmo bugiardi se dicessimo di essere soddisfatti, ma la convinzione che il Grifone abbia i mezzi per fare male a questo Lecce in qualsiasi momento (o su sviluppi di calcio da fermo, magari sfruttando la panchina di “lusso”, che per noi fara’ la differenza quest’anno) deve fare i conti con la realtà.
Il Genoa anche nella ripresa non riesce a rendersi efficace. Il leitmotiv non è cambiato, ed in tutta onestà non si possano imputare ai giocatori, nel complesso, particolari colpe. Masini ha fatto il Masini, interrompendo trame, la difesa è stata ordinata, Stanciu e Martin hanno messo qualita’. Analizzando criticamente la gara pare ineccepibile evidenziare un equivoco concettuale: se non hai la qualita’ per partire dal basso e devi lanciare, giocoforza, davanti dovresti avere un armadio a tre ante che due volte su tre vive di prepotenza con i difensori avversari; magari uno che la porta neanche la vede, ma che sia funzionale all’efficacia dei trequartisti.
Siamo alla prima di campionato e non sarebbe corretto, oltre che ingiusto, trarre conclusioni ma gli occhi sono fatti per vedere ed il cervello per valutare. Questo Genoa crescera’, è indubbio, e ad ogni calcio di punizione a favore tratterremo il respiro poiche’ abbiamo dei battitori e dei finalizzatori aerei mortiferi. Quando e se te li guadagni. Ma parliamoci chiaro, l’onesto Lecce di DiFra, privato della sua stella Krstovic, non era gran cosa. I salentini, a cui vanno i nostri complimenti, hanno interpretato meglio la gara e non hanno fatto molta fatica a gestire la nostra sterilita’.
Ci permettiamo quindi onestamente di osservare che per quanto questo progetto tecnico sia davvero interessante, a questo Genoa paiono mancare due tasselli fondamentali alla rosa. Paiono. Al termine della prima giornata di campionato. Inutile dire quali.
Forza Genoa!
#GRINGO feat. #DES per ⚽️🛒

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