L’inchiesta

Wander si gioca la carta Trump: chiede la grazia prima del processo per la presunta frode da 500 milioni

L’ex uomo forte di 777 Partners è atteso a processo a ottobre. Ma già a metà luglio ha chiesto al presidente americano un “pardon” incondizionato. Se Trump glielo concedesse, sparirebbe il rischio carcere. E c’è anche il curioso caso del suo attico da 8 milioni di dollari in Florida.

Confesso: questa notizia mi era sfuggita. E, ripensando a tutto quello che abbiamo vissuto negli anni della gestione 777 Partners al Genoa, non è propriamente una notizia secondaria.

A metà luglio è infatti emerso che Joshua “Josh” Wander, cofondatore di 777 Partners, ha presentato al Dipartimento di Giustizia americano una richiesta di grazia presidenziale incondizionata a Donald Trump. Bloomberg ne ha dato notizia il 14 luglio e pochi giorni dopo la vicenda è stata ripresa anche in Europa.

Il particolare è notevole perché Wander non sta aspettando l’esito del processo per chiedere clemenza. Il processo deve ancora cominciare.

Wander è stato incriminato nell’ottobre 2025 dalla giustizia federale americana con accuse che comprendono wire fraud, frode finanziaria e frode sui titoli. Secondo i procuratori, avrebbe partecipato a un sistema attraverso il quale finanziatori e investitori di 777 Partners sarebbero stati ingannati per una cifra complessiva vicina ai 500 milioni di dollari. Le autorità sostengono, tra le altre cose, che sarebbero stati utilizzati documenti finanziari falsificati e che sarebbero stati dati in garanzia beni già impegnati, sopravvalutati o addirittura inesistenti. Wander si è dichiarato non colpevole e le accuse, naturalmente, dovranno essere dimostrate in tribunale.

Il processo è previsto per ottobre 2026.

E Wander che cosa fa? Prima ancora di arrivarci, prova a giocarsi quella che potrebbe diventare la carta decisiva: chiede a Trump di perdonarlo.
E si dichiara innocente.
Tutto lineare direi

Qui bisogna capire bene il funzionamento del sistema americano. Il presidente degli Stati Uniti può concedere una grazia per reati federali anche prima della condanna e persino mentre il procedimento è ancora pendente. È un potere previsto dalla Costituzione americana e riconosciuto da tempo dalla Corte Suprema.

Tradotto in termini molto semplici: se Trump concedesse a Wander una grazia piena che comprendesse i reati per i quali deve essere processato, verrebbe meno il rischio della pena penale per quelle accuse. E quindi, soprattutto, il rischio della galera.

A quel punto il processo penale di ottobre, per i reati coperti dalla grazia, perderebbe sostanzialmente la propria ragion d’essere. Resterebbero però in piedi le controversie civili, perché il potere di grazia del presidente riguarda i reati federali e non cancella le pretese civili di investitori, finanziatori o della SEC.

E qui la storia diventa ancora più interessante.

Uno potrebbe pensare: va bene, niente carcere, ma Wander rischierebbe comunque di passare il resto della vita inseguito da creditori che reclamano centinaia di milioni di dollari. Sempre ammesso, naturalmente, che abbia ancora qualcosa da aggredire.

Nullatenente, dunque? Non proprio.

I registri immobiliari indicano ancora Joshua Wander come proprietario del Penthouse B di 1300 Monad Terrace, a Miami Beach, un attico di lusso di oltre 4.400 piedi quadrati. L’immobile fu acquistato nel 2021 per circa 8 milioni di dollari e la valutazione fiscale riportata per il 2025 è di circa 7,93 milioni.

E c’è un particolare tutt’altro che trascurabile: in una causa intentata contro Wander e il mondo 777, quell’indirizzo viene indicato espressamente come sua “permanent residence”, residenza permanente.

Perché questo è importante?

Perché siamo in Florida, uno degli Stati americani con la più forte tutela della homestead, cioè dell’abitazione principale. La Costituzione della Florida stabilisce che, quando ne ricorrono i requisiti, la residenza principale è protetta dalla vendita forzata richiesta dai normali creditori, con alcune importanti eccezioni, tra cui imposte sull’immobile, mutui e determinati crediti relativi alla sua costruzione o manutenzione.

Pertanto, se quell’attico è ancora oggi la residenza principale di Wander e soddisfa i requisiti della homestead protection, potrebbe risultare estremamente difficile per molti creditori civili costringerlo a venderlo per soddisfare le loro sentenze.

Ed ecco il paradosso.

L’uomo che secondo la Procura federale avrebbe partecipato a una gigantesca frode ai danni di investitori e finanziatori per quasi mezzo miliardo di dollari potrebbe, se Donald Trump accogliesse la sua richiesta, eliminare il pericolo più grande: una condanna penale e il carcere.

Gli rimarrebbero addosso le cause civili, le richieste di risarcimento e i creditori.

Ma nel frattempo continuerebbe almeno formalmente a risultare proprietario di un attico da milioni di dollari a Miami Beach che, qualora costituisse legalmente la sua homestead, potrebbe godere di una protezione particolarmente robusta proprio contro molti di quei creditori.

Naturalmente Trump non ha concesso alcuna grazia a Wander, almeno per ora. E non sappiamo se mai lo farà.

Ma rimane un fatto piuttosto incredibile: Wander sa che a ottobre dovrebbe sedersi davanti a un giudice per rispondere di una presunta frode da quasi 500 milioni di dollari e, prima ancora che il processo cominci, ha già bussato alla porta della Casa Bianca chiedendo di essere perdonato.

Dopo tutto quello che il mondo 777 Partners ha lasciato dietro di sé, anche nel calcio europeo, la partita più importante di Josh Wander potrebbe quindi non giocarsi in tribunale. Potrebbe giocarsi nello Studio Ovale.

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