CALCIOMERCATO


il percorso per accaparrarsi un giocatore? Non è la banalità che il tifoso immagina.


Molto spesso, quando si parla di calciomercato, tra i tifosi e gli appassionati serpeggia uno scetticismo quasi automatico. Se un’operazione accostata a una squadra non si concretizza, la reazione immediata è gridare alla notizia “farlocca” o all’invenzione dei giornali. Chiariamoci: la disinformazione esiste, eccome. Ma anche peggio perché storicamente… È capitato che siano addirittura gli stessi agenti a far pressioni su certa stampa altrettanto antiprofessionale a fare circolare voci ad arte per scatenare aste o riaccendere l’interesse attorno a un proprio assistito che non è proprio al centro dell’interesse di tutti.

La realtà, però, è un’altra. In una sola sessione di mercato una società di Serie A avvia una quantità enorme di contatti, sondaggi e richieste di informazioni. Solo una minima percentuale di queste manovre si trasforma poi in un contratto depositato in Lega. Confondere una semplice richiesta di informazioni con una trattativa in chiusura è un errore banale, così come è un errore pensare che un’operazione mai formalizzata fosse solo “aria fritta”. Aprire una trattativa non significa automaticamente acquistare il giocatore.

Come si sviluppa, nel concreto, una trattativa di calciomercato?

Innanzitutto si prende coscienza delle proprie disponibilità, il progetto sportivo (se esiste), il gradimento e le necessità dell’allenatore. E questo accade 365 giorni all’anno dove una quantità inimmaginabile di visionatori sia free lance che diretti dipendenti di un club fanno la loro parte seguendo una marea di calciatori sui quali approfondire al momento giusto. Non c’è improvvisazione in un club organizzato e serio.
Quindi al calciomercato, venendo al nocciolo cosa accade?

1. Primo contatto e richiesta di disponibilità
È la fase embrionale. La società acquirente contatta il club titolare del cartellino per raccogliere informazioni preliminari: situazione contrattuale, valutazioni di massima ed eventuale disponibilità a privarsi del calciatore, idea di massima sul valore e tipologia del trasferimento fattibile (diritto, obbligo, definitivo etc.)

2. Sondaggio con l’agente e gradimento del calciatore
Ottenuto il via libera informale dalla società proprietaria, si passa al confronto con l’entourage del giocatore. L’obiettivo è sondare la disponibilità al trasferimento e capire le pretese d’ingaggio. È uno step essenziale per evitare di perdere tempo su obiettivi irraggiungibili dal punto di vista dell’ingaggio.

3. Apertura della trattativa viva (ed eventuali pause)
Se i tasselli iniziali combaciano, il dialogo entra nel vivo. Questa fase non è quasi mai lineare: la trattativa può subire frenate brusche, essere accantonata per settimane e poi improvvisamente riaperta, magari a cifre ben diverse o a condizioni più favorevoli con l’avvicinarsi del deadline day.

4. Offerta formale e rilanci
È il passaggio dall’interessamento al documento scritto. L’offerta formale raramente è quella definitiva: è la base d’asta da cui nascono rilanci della parte acquirente o controproposte della parte venditrice, in un continuo gioco al rialzo o al ribasso.

5. La formula del trasferimento
Sul tavolo delle trattative la modalità di acquisizione incide quanto e più della cifra finale.
Le formule più utilizzate si dividono in:
Prestito secco: valorizzazione temporanea senza opzioni di riscatto.
Prestito con diritto di riscatto: facoltà di acquistare il cartellino a fine stagione.
Prestito con obbligo condizionato: l’acquisto diventa vincolante al verificarsi di determinate condizioni (es. salvezza, presenze, qualificazione europea).
Prestito con obbligo di riscatto: acquisto a titolo definitivo dilazionato nel tempo.
A volte addirittura si compra il cartellino dell’atleta a titolo definitivo.
Di rado accade addirittura che un club paghi il prezzo della clausola rescissoria laddove al giocatore venga dato un valore fisso di acquisto (per lo più delle volte elevatissimo.
Oltre a quanto sopra una variopinta possibilità di stranezze contrattuali.
Per non parlare di accordi non proprio cristallini sui valori contrattualizzati per le ben note plusvalenze che tengono in piedi il 90% del calcio mondiale
 
6. Impatto economico complessivo e costi accessori
Il costo del cartellino è soltanto una voce di spesa per il bilancio di un club. A rendere complessa la chiusura di un affare contribuiscono in modo determinante:
La commissione spettante agli agenti e intermediari.
Lo stipendio lordo del calciatore per l’intera durata del contratto, unito ai bonus (individuali e di squadra).
I costi accessori e le benefit aziendali, che vanno dall’alloggio fino ad altre coperture a carico della società.

Credere come allocchi ad ogni nome che esce è fuori luogo.
In tutto è necessario essere in grado di valutare la attendibilità di una notizia, non solo nel calcio.

Presupporre assurdità come “tanto escono nomi a caso bisogna vedere alla fine” non ha senso.
Alla fine? E allora le partite non guardiamole neanche perché basta guardare il risultato finale che è quello che conta.
Certe affermazioni sommarie e scomposte sono figlie dell’incapacità del lettore di valutare l’attendibilità di una notizia e la serietà di chi la pubblica.

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