Il Genoa esce dalla coppa Italia a testa alta dopo i tempi supplementari contro la Juve

Sai già che la coppa Italia, a livello societario, non interessa.
Guardi la formazione con un misto tra sorpresa e rassegnazione.
Sai già che soffrirai come una bestia.
Che fumerai come una ciminiera.
Eppure non riesci a farne a meno.
E ti ritrovi davanti al televisore a guardare la partita, a sperare, a imprecare, a sognare a fare il tifo da solo.
Ti immedesimi in quei ragazzi anche se sai già che, se faranno bene, saranno le prossime plusvalenze.
E cerchi di consolarti sperando in quel concetto falso, sacrificante e castrante per il quale è meglio farle con loro che con Eldor.
Uzbeko dalla, faccia pulita, dagli occhi un po’ a mandorla, generoso, umile ed educato tipico di chi ha influenze più orientali che russe.
E così anche Zio Balla, tra esigenze di classifica e paura di infortuni, sceglie una formazione piu sperimentale che rimaneggiata visto che la stragrande maggioranza hanno giocato spesso da titolari.
Ballardini non è uno da ” non sono queste le partite da vincere” conosce i suoi ragazzi si fida di loro, sa che, al di là della disparità di forza, non lo tradiranno.
E così è stato.
I suoi ragazzi che dopo la prima mezz’ora da incubo hanno interpretato al meglio la partita giocando un ottimo secondo tempo, imbattuti nei 90 minuti regolamentari e vicinissimi al 3 3 ai supplementari.
Il Genoa, in diretta RAI, esce a testa altissima come mai è avvenuto in questi ultimi anni.
Solo applausi, tanti, meritati.
Ma il campionato incombe e domenica ci vedrà contro una squadra fortissima, una macchina da gol.
Ma il Genoa di Ballardini c’è e ci sarà per tutto il prosieguo del campionato.
Ci siamo noi e ci saremo sempre.
Perché ” la vita si fa complicata quando ami una donna ma hai sposato a 11 uomini”.
Forza ragazzi.
Solo per la maglia.
Solo per la bandiera del Genoa.

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