Facciamo due conti?

A fine mercato, è inevitabile tirare giù le somme. Ormai nel calcio di oggi il tifoso, oltre che giocatore, allenatore e d.s. è anche responsabile finanziario del club.

Quindi sotto coi numeri del Genoa.

LE ENTRATE

I riscatti:

Messias costò di prestito 1,5 ed ora altri 1,5 di obbligo di riscatto, quindi incaselliamo per gennaio l’esborso per soli 1,5

Malinovsky riscatto anticipato a 7 anziché 10

Totale 💶 8,5

Prestiti:

Bohinen se ne riparlerà a giugno (2) con obbligo per salvezza

Spence e Vitinha hanno dititto di riscatto(10 e 25). 

Cittadini prestito secco.

Toale 💶 0

Definitivi:

Sono arrivati due baldi giovani.

Ankeye 2,5

Stolz 0,25

Totale 💶 2,75

Esborso complessivo che non raggiunge quindi i 12 milioni.

Lo ritengo un mercato gestito con molta intelligenza.

Come già scritto a mio parere manca all’appello 1 centrocampista di riserva in quanto ne è entrato 1 da Salerno ma ne sono usciti 3 (Galdames, Kutlu, Jagiello).

Coperta un po’ corta ma va bene così. 

Guardiamo avanti con le future spese col riscatto obbligatorio di DeWinter a 8+2 e a giugno obbligo per Thorsby a circa 3,5 in caso di salvezza, oltre a Bohinen (2) già citato.

I diritti di riscatto a fine stagione saranno una opportunità, di sicuro non rappresentano un esborso certo ad oggi. Annotatevi che saranno 10 per Spence e 25 per Vitinha.

In poche parole parole, grazie alle attuali entrate certe per le cessioni di Dragusin e Galdames, i soldi in uscita sono tutti garantiti sia per adesso che giugno.

Cosa accadrà a giugno?

Prima di tutto, ne parliamo più in là che non siamo neanche a San Valentino.

Lo so, volete fare i conti coi paletti del mercato in proiezione estiva. Vi accontento subito.

Ma tenete presente che i contratti di Spence e Vitinha, allo scadere al 30/6 potrebbero anche prevedere un rinnovo del prestito, magari con obbligo per posticipare la formalizzazione più avanti.

Detto ciò sappuate che non dovremo per forza rinunciare al nostro Albert o chissà chi. Non è scritto sulla pietra. Perché se ci avete seguiti avrete già letto qui che il comma 4 dell’articolo 90 del NOIF dice testualmente che se hai le mani legate per i paletti, è permesso ai soci di immettere denaro nelle casse da destinarsi esclusivamente al calciomercato.

Non vi sto dicendo che avremo i soldi perché da qui a giugno Yeboah in prestito a Liegi farà 50 gol e lo venderemo al Barcellona per minimo 60 milioni.

Mettetevi bene in testa quindi che se facessimo un girone di ritorno coi fiocchi con anche Spence e Vitinha protagonisti quindi da riscattare, basta che Blazquez riunisca i ragazzi di maggior valore e gli dica: “se volete fare un patto con me, vi chiedo di restare tutti al Genoa perché vi garantisco che vi affiancheremo per la prossima stagione due o tre giocatori almeno del vostro livello per poter ambire insieme qualcosa di importante”.

A volte ne conseguono patti di ferro tra giocatori e società, a volte invece la ciambella non riesce col buco.

Non è fantascienza.

Questi discorsi si fanno nel monfo dello sport di squadra tra dirigenti e giocatori di primo piano fin dalla notte dei tempi.

Basta avere serietà e ambizione. Non serve la fantasia. 

Poi vabbè, può anche succedere che chiudi quarto in classifica a pari merito, per esempio, con la Fiorentina e il mattino dopo anziché questo tipo di discorso ai ragazzi, ti vendi Milito e Thiago Motta all’Inter ancor prima di fare colazione.

Abbiamo già dato.

Il vento è cambiato.

Perché qui si parla di una proprietà che per farvi un esempio, tra le mille operazioni quotidiane in giro per il mondo, ha già sborsato 180 milioni di dollari negli ultimi 4 mesi per arrivare al closing e acquistare l’Everton. E sborsarne quindi tanti altri ancora.

Volere è potere.

E con i soldi è ancora più semplice.

#Penn per #Futbolmarket 

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