Affrontare l’Atalanta è sempre complesso, perché è una squadra che ti stressa con il suo atletismo e marca a uomo cercando costantemente l’anticipo per ripartire con tagli e sovrapposizioni. Sin dall’inizio il nostro Grifone mostra gli artigli senza alcun timore reverenziale, anche se sulla nostra fascia mancina il giovane Palestra ha creato non pochi grattacapi a Martin.
Questo meccanismo di gioco dei bergamaschi presenta rischi consapevoli e col passare del tempo, quando il Genoa ha iniziato ad alzare la pressione, Maldini & co. hanno perso palloni sanguinosi che hanno creato presupposti pericolosi in ripartenza.
Dopo l’infortunio di Vasquez, e il naturale periodo di latenza dovuto all’assestamento difensivo, l’Atalanta ne ha approfittato con un taglio perfetto in profondità di Maldini che si divora un goal enorme. Gol sbagliato, gol subito, in ossequio ad una legge non scritta ma sempre mortifera, e Martin pennella l’ennesimo cross al bacio della sua splendida stagione per il perfetto terzo tempo, da NBA, di Pinamonti.
Il Var nel finale di tempo poi nega il raddoppio a Bani.
Ottimo Genoa, bravi ragazzi: loro hanno in panchina una super squadra, cercheremo di reggere l’urto anche il secondo tempo.
Ed infatti, pronti via e l’Atalanta segna.
Il gol ad inizio ripresa procura la sensazione di una doccia gelata poiché se è vero che l’Atalanta stava pressando, è altrettanto pacifico che la rete di Sulemana (bel tiro, ci mancherebbe) deriva da una imperfetta lettura collettiva che lo porta a concludere dalla distanza senza opposizione alcuna.
Ad una nostra ingenuità gli orobici rispondono con una “topica” grossolana tra Hien e Brescianini, che consente ad un cinico Pinamonti di andare in doppia cifra, ma Maldini riaccorcia le distanze.
Bellissimo e commovente il commiato di Badelj, con l’omaggio del nostro Popolo al capitano….
Nel finale, De Ketelaere, con De Winter a terra, si invola sulla fascia fornendo l’assist del 2-3 a Retegui. Viva la sportività.
L’Atalanta si porta a casa questa partita, ma il Genoa, nonostante nelle ultime cinque abbia portato a casa un solo punto nella trasferta partenopea, dimostra di essere sempre una squadra tosta. D’altro canto, riconosco nella Dea tutti i pregi del suo mister, ma tutto sommato anche i suoi difetti.
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