Cio’ che personalmente mi aspettavo dal Grifone, indipendentemente dall’esito, era un approccio di gara di attenzione e personalita’, requisiti fondamentali per non uscire con le ossa rotte come era successo nel primo tempo di Roma. Certamente l’atteggiamento dei rossoneri, che a differenza dei giallorossi non attuano una pressione indiavolata in non possesso, ha ridotto notevolmente gli imprevisti tecnici che a volte il Genoa palesa quando deve gestire il pallone. Cio’ non vuole sminuire ma, al contrario, enfatizzare la prestazione di un Grifone che, DDR incluso, non ha praticamente sbagliato nulla. Il gol nasce su una azione pensata, costruita, con un lancio di Leali gestito bene spalle alla porta da Colombo, l’incursione centrale di un frizzante Vitinha, la scelta di Malinovskiy di non provare il tiro (di destro) ma di crossarla per lo stesso Colombo che brucia Gabbia e ci porta in vantaggio. Il Genoa pensa, produce e finalmente finalizza. Come e’ azzeccata la mossa di DDR di mettere lo stesso Vitinha in non possesso alle calcagna di Modric.
Un po’ di fortuna ci aiuta quando Fofana scivola nell’area piccola (ottimo Leali un istante prima) ma…come direbbe Pizzul, sino a qui tutto molto bello.
Attenzione pero’: il Milan e’ squadra attrezzata e cambiera’ marcia nella ripresa. Obiettivo: non abbassarsi troppo e rinunciare a giocare. Sarebbe un delitto
#Des
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