La classifica a cavallo di fine gennaio e inizio febbraio 2026 ci dice che l’Inter sta andando verso lo scudetto per i fatti suoi. Dietro, Milan, Napoli e Juve lottano per un posto Champions; la Roma deve maturare, specialmente negli scontri diretti che fallisce, mentre il Como può solo crescere.
Poi c’è l’Atalanta che, dopo le mortificazioni con Juric, ha rialzato la testa ma è staccata. Quindi Lazio, Bologna, Sassuolo e Udinese, in compagnia di un Cagliari lanciato e un Torino per nulla convincente, compongono la metà classifica.
A seguire Genoa, Cremonese e Parma, dove il Grifone è nettamente il più competitivo: queste tre fanno da cuscinetto tra il centro classifica e gli “inferi” delle pericolanti. Qui si collocano, con un corposo distacco, il Lecce — che ha un punto in più della derelitta Viola a quota 17 — e, infine, due squadre che sembrano davvero spacciate: Pisa e Verona a 14 punti.
La sensazione è che il blocco di metà classifica sia composto da squadre che possono solo peggiorare e scendere di posizione, di certo non insidiare il Como; per sua fortuna la Dea si trova in una terra di mezzo tra loro e i lariani, perché per come si era messa poteva andare molto peggio. Quelle difficili da decifrare nel loro percorso sono il Bologna, che sembra stanco di fare “la grande”, e la Lazio che, a forza di litigi interni ed esterni con Lotito, potrebbe subire un’involuzione (di certo non un grande rilancio da aggancio coppe).
In poche parole? Fino alla sesta posizione occupata dal Como si gioca a calcio; dalla settima in giù, dipende: a volte sì, a volte no. Insomma, ci si barcamena, si vivacchia, si spera. A volte si programma e a volte si vende il vendibile. Il livello della Serie A peggiora anno dopo anno. Questa la certezza
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