GENOA – FROSINONE 1-1

di #MARK & #PENN

Male. È l’unica parola che viene in mente dopo il primo tempo.
I ciociari fanno il minimo e vanno avanti, noi ci facciamo annullare un gol — e qui ci taciamo per decenza — poi poco altro. Tanti lanci lunghi, spesso sbagliati, gioco quasi vicino allo zero assoluto. Se nessuno in mezzo crea qualcosa di sua iniziativa, l’offensiva del Grifone si spegne rapidamente, portandoci a non creare praticamente nulla.


A nostro parere servono cambi di modulo e uomini, palla a terra e verticalizzazioni.
E qualcosa, nel secondo tempo, effettivamente cambia.
Ma resta la sensazione che De Rossi abbia sbagliato totalmente la gara, regalando il primo tempo. Certo, se il gol annullato e il rigore sbagliato da Colombo fossero andati diversamente?
No.
Non cambierebbe il giudizio sul solito Genoa che parte affidandosi all’usato sicuro, tipo Ellertsson, che tante garanzie regala al Mister per il solito 3-5-2 grigio che diverte zero e produce poco, mentre Mitaj, Puczka e tanti altri arrivati dal calciomercato si domandano se fossero davvero stati richiesti dal Mister.
Ci vuole il Capitano per pareggiare questa brutta partita.
Gli ingressi di Messias e del Faraone regalano finalmente momenti di calcio giocato, qualcosa che il Genoa sembra non sapere più cosa sia. Sow è il vero perno di questo Grifone: prende il comando della squadra e aiuta finalmente il povero Frendrup, un ragazzino che da troppo tempo era chiamato a comandare il centrocampo di una squadra di Serie A. Bravo anche il portiere del Frosinone in alcune occasioni.


Si poteva vincere, ma niente.
È un punto.
E allora la domanda diventa inevitabile: quando pensa De Rossi di impostare questa squadra coi giocatori al posto giusto e di giocare dal primo minuto per fare tre punti?
A noi Daniele piace molto, è un sanguigno. Però prima non si vince perché “il Napoli è forte”, poi lo vedi contro le altre e non è un granché. Poi non puoi vincere “a Lazio” perché “son più forti”, ma quando mai ti ricapita di affrontarli a casa loro in uno stadio deserto?
Poi vabbè, ti fai straccionare dal Como che te ne fa quattro soltanto perché aveva la testa alla Champions.


E ora?
Eh, “il Frosinone è in forma”.
Ma come? Non provi a mangiarteli neanche in casa con lo stadio pieno?
È il pareggio di un match che era da vincere e che, soprattutto, era possibile vincere.
Qui o si cambia registro, oppure forse era meglio che DDR dicesse qualche settimana fa: “No, questa squadra non è stata costruita come avevo chiesto”. Perché se questa sensazione arriva fino a noi, figuriamoci ai giocatori che allena e vede tutti i santi giorni.


Peccato, perché questo Genoa non è così grammo.
Poi, se arrivasse il fenomeno a commentare con “se Colombo realizzava il rigore non scrivevi così”, gli rispondiamo già adesso: l’ha tirato fuori. E quindi state leggendo quello che abbiamo visto, ossia IL NIENTE.


A proposito.
Per chi si lamentava che Aaron, anziché trovare la profondità, la passava indietro… che ne pensate di Ehizibue?
Amorim e Vitinha è evidente che siano due riserve. Direi che si può iniziare a pensare che l’acquisto del centrocampista sia stata una cazzata, perché se il Grifone si può permettere un centrocampista da panchina pagato 10 milioni… qui qualquadra non cosa.
E quando il Genoa fa la fase a quattro dietro, Marcandalli, poveretto, fa delle figure oscene. Possibile che il Mister non se ne renda conto?


Alla fine il verdetto, oggi, non può essere positivo.
Genoa bocciato. Allenatore bocciato. Oggi.
Speriamo di promuoverli almeno dopo il prossimo impegno di martedì in Coppa Italia, o di scrivere addirittura elogi domenica prossima per una vittoria a Parma, perché altrimenti qui son dolori.
Mister… sveglia!


#Mark & #PENN per ⚽️🛒

[Credi photo Genoa Cfc]

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