ROMA – GENOA 2-0

di #DES

Il risultato finale è forse troppo severo per quanto visto nell’arco dei novanta minuti, ma racconta anche, impietosamente, i limiti di un Genoa capace di giocarsela alla pari con un avversario di valore per buona parte della gara, salvo poi smarrirsi completamente alle prime difficoltà.


È un Grifone in salute, rinvigorito dalla sofferta ma meritata vittoria di pochi giorni fa, quello che scende in campo a Roma. I rossoblù interpretano bene la prima frazione, giocano con personalità e tengono testa a una squadra talentuosa e fresca, senza mostrare particolari timori reverenziali. Messias ed El Shaarawy sembrano fare un altro sport rispetto ai compagni ed è proprio il Faraone a far tremare la traversa di Gollini, pochi minuti dopo quella altrettanto clamorosa colpita da Balerdi. Si va al riposo sullo 0-0, con la sensazione di una partita equilibrata e di un Genoa assolutamente all’altezza della situazione.


Nella ripresa, però, a spezzare l’equilibrio bastano due episodi: l’ingenuità di Puczka nella protezione del pallone su Lulli e il conseguente calcio d’angolo, sul quale Wiafe, nel contrasto con Castro, tocca la sfera quel tanto che basta per farla impennare sotto l’incrocio. Malasorte o poca accortezza? Lascio a voi la sentenza.
Il problema, tuttavia, non è tanto il gol subito quanto ciò che accade dopo. Il Genoa perde progressivamente lucidità, consistenza e capacità di reazione, tornando a palesare quei difetti atavici che ne condizionano il rendimento: un’inconsistenza offensiva che non lascia mai realmente intravedere la possibilità di cambiare marcia. Eppure la Roma, per quanto tecnicamente superiore, non era certo invulnerabile, come aveva dimostrato la prima frazione.
Nell’ultima mezz’ora i rossoblù combinano poco o nulla e il raddoppio giallorosso diventa quasi l’inevitabile conseguenza di una squadra ormai in difficoltà. La cavalcata di Soulé, che salta indisturbato i nostri uomini come birilli prima del gol di Lulli, è la fotografia più eloquente di un Genoa che, una volta passato in svantaggio, ha smarrito ordine e convinzione.
Resta dunque una prestazione dai due volti: un primo tempo incoraggiante, che conferma come questa squadra possa competere anche contro avversari di caratura superiore, e una ripresa che riporta bruscamente alla luce limiti ormai fin troppo conosciuti.


La speranza è di ripartire da quanto di buono mostrato nei primi 45 minuti, magari con un Traoré e un Meichtry in più, e soprattutto con una maggiore capacità di reagire quando gli episodi girano dalla parte sbagliata. Perché perdere a Roma ci può stare, ma è il modo in cui si smette di crederci a lasciare l’amaro in bocca.


#Des per #Futbolmarket

Credit photo Genoa Cfc

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