“20 Dollari? Ma io volevo una nocciolina.”
Come già accennato ai miei colleghi di penna, era da almeno una settimana che volevo condividere con voi lettori l’avvenimento paranormale della stagione — e tutti sappiamo a cosa mi riferisco. Diciamo che, negli ultimi due anni, dalle parti di Bogliasco di fatti paranormali ne sono accaduti a bizzeffe, ma ho sempre evitato di pensarci, se non per qualche minimo riferimento di sorta.
Poi è successo. E giù a festeggiare: dal bambino piccolo al nonno, che non aspettava altro che prendersi una supremazia dovutagli per scelta calcistica. Mio padre stesso, che segue gli avvenimenti con un certo distacco (infatti non frequenta più lo stadio), ogni giorno non faceva altro che parlare di quell’occasione, con tabelle e conti alla mano.
Manco il tempo di far asciugare la sciarpa dopo la lavatrice che è uscita la notizia sul Brescia. Ora, non è mia intenzione né fare valutazioni tecniche né lanciare critiche verso — sappiamo tutti chi — perché i nomi ci sono, ma si stanno nascondendo dietro un dito.
Quindi escludendo tutto ciò, cosa mi rimane da dire?
Beh, la cosa più ovvia di tutte: Belin, quando ci siamo noi di mezzo succedono dei patatrac allucinanti!
Il titolo riporta una gag dei Simpson, dove Homer trova 20 dollari e lui voleva solo una nocciolina: ecco, noi siamo uguali. Noi volevamo solo una retrocessione in serie C, non uno scandalo riportato su tutti i giornali che va a toccare le fondamenta del calcio italiano!
Siamo incredibili anche in questo!
Non so come finirà (in realtà sì, ma me lo tengo per me, per evitare polemiche), ma quel che è successo è clamoroso. Ogni tanto penso al calcio estero europeo, e mi domando come sarebbe finita là da loro: quante persone sarebbero state inibite dal gioco del calcio, quante squadre punite… e mi immagino i tifosi, come potrebbero reagire a una tale confusione. Poi mi rendo conto che nel loro DNA non è nemmeno concepibile una questione del genere, e quindi il mio pensiero perde senso.
Naturalmente, non essendoci personaggi importanti coinvolti, finirà tutto in una bolla di sapone — o comunque la tireranno talmente per le lunghe che passerà tutto in cavalleria.
Vedete, l’indignazione in Italia dura praticamente quanto un amplesso: una volta arrivati alle coccole, è già dimenticato. Ed è così per ogni scandalo, truffa o mandrakata. Siamo il Paese che ha accettato la storia della ragazza marocchina, nipote di un Presidente egiziano… di cosa ci stupiamo?
Peccato, perché anche a noi hanno tolto qualcosa. Se non dovessero retrocedere, ricomincerà la solita tiritera, e avremmo festeggiato “per niente”, esponendoci a uno sfottò immeritato.
Ma dopotutto, siamo Genoani. E loro sono loro. Cosa potevamo aspettarci?
#Mark

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